venerdì 4 agosto 2017

oramai è il 2017

Saluti, entro in questo blog, veramente dopo tanto tempo e scopro che siamo ad un passo del dimenticatoio.
Intendo del mio dimenticatoio, la mia mancanza di contatto è imperdonabile, soprattutto quando vedo le statistiche di persone che son passate……. forse……. per vedere se eravamo vivi????? per vedere se avevamo chiuso definitivamente???? bho, non lo so, fatto sta che se si tiene un blog un minimo di contatto bisogna tenerlo.
Perdonatemi, potete anche insultarmi e dire la vostra, che tanto avete ragione.
Vi confido che qualche post nuovo l’ ho scritto, ma mai pubblicato, e non per difficoltà oggettive ma solo per mancanza di voglia, per non prendere quella responsabilità che per quanto poco uno prende nel momento di apertura di uno spazio visibile a tutti.
Una manovra non voluta, voluta a meta, pensata o meno non mi do grandi spiegazioni, ma nascendo come blog di un progetto in fase di svolgimento il non aver grandi cose da dire un po ha pesato, o dire solo cose pesanti e deprimenti non ne sentivo il bisogno, ne per rivivere pesantezze, ne per crearle.
Spero, ora, di ripresentarmi con costanza, con un interesse che uso come diario e con un interesse che cercherò di creare a voi che ci siete e che ci siete sempre stati, anche più di me.
Porgo realmente le mie scuse e vi ringrazio tutti.
A questo punto devo pur dire qualche cosa, partiamo dal progetto almaioma piemonte?
Bene, bloccato, finito, non più in corso d’ opera, ma questo probabilmente lo avevo già espresso molti post fa, il luogo c’è , bello vivo e rigoglioso, al naturale, più selvatico che altro, ma pur sempre c’è, non entra più nella top ten delle cose da fare ma bosco, capanna di legno e l’ allegra brigata ancora ci accompagna nella nostra vita.
I fattori della scelta sono infiniti, è stata una bella prova, una sfida che con il suo peso, fatica, problemi e gioie ci ha fatto crescere e maturare, tirare le somme e vedere punti nascosti che senza quel periodo non potremmo mai aver capito.
Sul fatto della valle non insisto e non dilungo, informo solamente che da quelle parti ci si torna e si vive a pieno ogni momento, gli amici li sentiamo e se mai qualche d’uno avesse idee…. Sentiamoci.
Nel lungo periodo di latitanza, sono continuate le varie attività: api, fiere, giri da amici e sviluppi di nuovi contatti, tutto per continuare con le nostre esperienze, con la voglia di maturare e di capire, sopratutto capire, quello che volevamo e dove realmente si poteva fare ……qualche cosa……
Un piccolo cenno va al ricordo che le piccole, crescono, che i bisogni, cambiano, ma gli interessi continuano e su di questo nasce una manovra oramai arrivata al passo … zero… quel passo che c’è ma deve partire.
Circa un anno e mezzo per : trovare, accordare, capire se era giusta la manovra, definire i passi al punto uno, e come migliaia di persone trovare nuovamente le forze mentali ed economiche per ripartire.
Con un bagaglio più carico, e ben stoccato, stiamo adagiando lo zaino per agganciare il primo nuovo picchetto del progetto almaioma, questa volta veneto.
L’ avevo detto o accennato che a volte si riscopre quella zona che da sempre ti appartiene, quei luoghi che non devi imparare a conoscere ma che da sempre sono conosciuti e forse scontati , ma che hanno ( quando si trova ) un buon potenziale.
Proprio su questo passaggio devo ringraziare un amico ora mai di vecchia data, che venendo qui da noi ci ha fatto rivedere i nostri luoghi ma con gli occhi di chi da qui non è , le domande, le osservazioni, le visite hanno portato in evidenza quello che a noi era nascosto.
Lo ringrazio con il cuore e non solo per questo, gli auguro un gran successo nella sua nuova impresa e che gli possa andare tutto per il meglio dato che anche lui da un anno ha intrapreso nuove strade, sapendo e ricordandogli che da noi un divano c’è sempre.
Ora non voglio prendere tutto il tempo che non ho dedicato al blog in colpo solo, e vi rimando al prossimo incontro.
Sinceramente parlando, attenderò il giorno in cui il nuovo almaioma diventa al 100% della tribù , manca poco, veramente poco, poi la mia presenza sarà costante.
Forse anche con qualche novità sperando di creare un interesse e discussione.
Grazie ancora a tutti
alla prossima Mattia.







giovedì 5 novembre 2015

colora il presente

Saluti a tutti, le esperienze con l' associazione apeperamica continuano e danno delle buone soddisfazioni, sia con le nostre amiche a righe, sia con le persone che passo dopo passo andiamo a conoscere.
Una delle cose piacevoli che si fanno , sono le giornate in apiario,  nel caso nostro è in campagna , non è una campagna desolata ma almeno le case non sono vicinissime e lo sguardo si può rilassare su qualche ettaro di terreno .
Proprio sul fatto che lo sguardo si rilassa a guardare il terreno, i campi, i fossi, direte che di male non c'è nulla , ma veramente non c'è nulla !!!!
L' apiario che abbiamo, lo abbiamo estrapolato da una rientranza tra i campi di grano (vedete) sono più o meno 2000 metri dove da qualche anno nasce: erba medica, da quest' anno anche trifoglio e un misto di fiori: borragine, calendula, grano saraceno, senape, margherite, e tanto altro, a bordura abbiamo messo delle robinie, melograni, cardi , carciofi, e altre piante, uno splendore da vedere in piena fioritura, ma nel circondario?
Abbiamo notato che veramente intorno il nulla è l' unica cosa che ci circonda.
I ricordi che da bimbi tra i campi si vedevano centinaia di fiori e piante spontanee, è proprio un ricordo, riusciamo appena a vedere del tarassaco che timido cresce tra i passaggi dei campi e del luppolo che vien dal fosso, ma le zone incolte non riescono a produrre nulla e penso non ci siano tante domande da fare sul perchè di tutto questo.  
Legati al mondo delle api ci rendiamo conto che questi animaletti , con dei fiori vicini farebbero una vita  più tranquilla , ma questo non gli è possibile ; mais, soia, bietole è l' unica cosa che riempie le campagne, e non sono queste le fioriture che gli interessano, a questo aggiungiamo i problemi che queste coltura comportano con  i vari trattamenti........ pochi sono gli orti , prati, zone selvatiche dove realmente le api potrebbero trovare un buon vivere .
Questa è un osservazione che tutti voi potete fare qui in pianura, bello si, passeggiare per i campi, ma osserviamo bene e capiamo cosa abbiamo attorno e cosa è successo in questi anni , le api si meritano un deserto del genere ? e noi , che in qualche modo siamo gli autori, ce ne rendiamo conto?
A questo punto se non ci facciamo caso, cosa e  come possiamo capire a che livello siamo arrivati ?
Che riscontri abbiamo ? Noi ce ne siamo accorti proprio dal apiario dove da un po di anni le fioriture ci sono, e ci rendiamo conto del benessere che  trovano le api, non solo, anche noi quando siamo li tra i fiori abbiamo un aumento di benessere: colori, altezze dei fiori diverse che creano un movimento, profumo, il movimento del aria percettibile dallo spostamento delle fronde degli alberi, in qualche modo le sensazioni si fanno più vive, si accentuano delle percezioni che normalmente sono soffocate, abbiamo voglia di liberarci , di depurare , di assorbire del buono, in poche parole di stare bene con un luogo.
Non solo nella zona limitrofa al apiario ma la sensazione di deserto si ripropone un po ovunque da queste parti, i colori visibili sono le tonalità di verde dei fusti di mais in primavera e i verdi delle giovani piante di soia, passando per dei gialli secco a fine estate,al marrone chiaro tendente al senape o giallo sabbia del deserto in inverno,  a malincuore sappiamo che  non rispecchiano  molto con i prati colorati della valle, o con i fiori del nostro amico bosco ...... cosa possiamo fare ? dove e come creare un po di rainbow in questa pianura monocromatica ?
A noi un idea è venuta, se da sola la natura in queste situazioni fatica a riprendersi, perchè non forzare leggermente la mano? perchè non prendere la tavolozza e dipingere qualche macchia di colore ?
Due opzioni ci sono venute in mente, una lecita e possibile anche in scala media e una leggermente fuori degli schemi del buon senso, quale delle due ci intriga di più? certamente la seconda, ma anche sulla prima ci si può ben discutere.
Da questo punto ci va di parlare di ..... COLORA IL PRESENTE .....
Vorremo parlare quasi di un progetto, di un nuovo hobby adatto a tutti: famiglie, gruppi, associazioni, single, scuole, persone di ogni genere che hanno voglia di divertirsi, aiutare e sentirsi artisti indiretti di un quadro astratto che in condizioni ottimali prende vita e crea nuova energia.
In cosa consiste COLORA IL PRESENTE :
se l' artista prepara la tela, noi useremo il terreno
al posto della tavolozza dei colori, noi avremo un sacchetto di semi
non pennelli, ma le mani
un idea , diventa casualità
il tratto sicuro e deciso, lo modifichiamo in semina a ventaglio
con queste basi diamo il via al nostro quadro vivente, diventando autori e visitatori di un momento reale e creativo.
Potremo colorare ogni spazio incolto che troviamo nei nostri passi, organizzare dei veri lanci mirati a zone dimenticate, o rivisitare dei luoghi dando un tono diverso per ogni stagione.
Una semina  libera per dare il nostro contributo contro la monocromia che avanza, allo stesso tempo, creiamo micro oasi di rifornimento per le nostre amiche api di passaggio.
Conoscendo zone dismesse o campi incolti, potremo fare delle vere semine collettive, creando incontri e arricchendo le nostre conoscenze.
Questa è in breve la nuova proposta di almaioma  e apeperamica .
Daremo più informazioni a breve creando uno spazio dedicato .
Seguiteci e vediamo cosa succede .
Saluti e grazie a tutti .