giovedì 5 novembre 2015

colora il presente

Saluti a tutti, le esperienze con l' associazione apeperamica continuano e danno delle buone soddisfazioni, sia con le nostre amiche a righe, sia con le persone che passo dopo passo andiamo a conoscere.
Una delle cose piacevoli che si fanno , sono le giornate in apiario,  nel caso nostro è in campagna , non è una campagna desolata ma almeno le case non sono vicinissime e lo sguardo si può rilassare su qualche ettaro di terreno .
Proprio sul fatto che lo sguardo si rilassa a guardare il terreno, i campi, i fossi, direte che di male non c'è nulla , ma veramente non c'è nulla !!!!
L' apiario che abbiamo, lo abbiamo estrapolato da una rientranza tra i campi di grano (vedete) sono più o meno 2000 metri dove da qualche anno nasce: erba medica, da quest' anno anche trifoglio e un misto di fiori: borragine, calendula, grano saraceno, senape, margherite, e tanto altro, a bordura abbiamo messo delle robinie, melograni, cardi , carciofi, e altre piante, uno splendore da vedere in piena fioritura, ma nel circondario?
Abbiamo notato che veramente intorno il nulla è l' unica cosa che ci circonda.
I ricordi che da bimbi tra i campi si vedevano centinaia di fiori e piante spontanee, è proprio un ricordo, riusciamo appena a vedere del tarassaco che timido cresce tra i passaggi dei campi e del luppolo che vien dal fosso, ma le zone incolte non riescono a produrre nulla e penso non ci siano tante domande da fare sul perchè di tutto questo.  
Legati al mondo delle api ci rendiamo conto che questi animaletti , con dei fiori vicini farebbero una vita  più tranquilla , ma questo non gli è possibile ; mais, soia, bietole è l' unica cosa che riempie le campagne, e non sono queste le fioriture che gli interessano, a questo aggiungiamo i problemi che queste coltura comportano con  i vari trattamenti........ pochi sono gli orti , prati, zone selvatiche dove realmente le api potrebbero trovare un buon vivere .
Questa è un osservazione che tutti voi potete fare qui in pianura, bello si, passeggiare per i campi, ma osserviamo bene e capiamo cosa abbiamo attorno e cosa è successo in questi anni , le api si meritano un deserto del genere ? e noi , che in qualche modo siamo gli autori, ce ne rendiamo conto?
A questo punto se non ci facciamo caso, cosa e  come possiamo capire a che livello siamo arrivati ?
Che riscontri abbiamo ? Noi ce ne siamo accorti proprio dal apiario dove da un po di anni le fioriture ci sono, e ci rendiamo conto del benessere che  trovano le api, non solo, anche noi quando siamo li tra i fiori abbiamo un aumento di benessere: colori, altezze dei fiori diverse che creano un movimento, profumo, il movimento del aria percettibile dallo spostamento delle fronde degli alberi, in qualche modo le sensazioni si fanno più vive, si accentuano delle percezioni che normalmente sono soffocate, abbiamo voglia di liberarci , di depurare , di assorbire del buono, in poche parole di stare bene con un luogo.
Non solo nella zona limitrofa al apiario ma la sensazione di deserto si ripropone un po ovunque da queste parti, i colori visibili sono le tonalità di verde dei fusti di mais in primavera e i verdi delle giovani piante di soia, passando per dei gialli secco a fine estate,al marrone chiaro tendente al senape o giallo sabbia del deserto in inverno,  a malincuore sappiamo che  non rispecchiano  molto con i prati colorati della valle, o con i fiori del nostro amico bosco ...... cosa possiamo fare ? dove e come creare un po di rainbow in questa pianura monocromatica ?
A noi un idea è venuta, se da sola la natura in queste situazioni fatica a riprendersi, perchè non forzare leggermente la mano? perchè non prendere la tavolozza e dipingere qualche macchia di colore ?
Due opzioni ci sono venute in mente, una lecita e possibile anche in scala media e una leggermente fuori degli schemi del buon senso, quale delle due ci intriga di più? certamente la seconda, ma anche sulla prima ci si può ben discutere.
Da questo punto ci va di parlare di ..... COLORA IL PRESENTE .....
Vorremo parlare quasi di un progetto, di un nuovo hobby adatto a tutti: famiglie, gruppi, associazioni, single, scuole, persone di ogni genere che hanno voglia di divertirsi, aiutare e sentirsi artisti indiretti di un quadro astratto che in condizioni ottimali prende vita e crea nuova energia.
In cosa consiste COLORA IL PRESENTE :
se l' artista prepara la tela, noi useremo il terreno
al posto della tavolozza dei colori, noi avremo un sacchetto di semi
non pennelli, ma le mani
un idea , diventa casualità
il tratto sicuro e deciso, lo modifichiamo in semina a ventaglio
con queste basi diamo il via al nostro quadro vivente, diventando autori e visitatori di un momento reale e creativo.
Potremo colorare ogni spazio incolto che troviamo nei nostri passi, organizzare dei veri lanci mirati a zone dimenticate, o rivisitare dei luoghi dando un tono diverso per ogni stagione.
Una semina  libera per dare il nostro contributo contro la monocromia che avanza, allo stesso tempo, creiamo micro oasi di rifornimento per le nostre amiche api di passaggio.
Conoscendo zone dismesse o campi incolti, potremo fare delle vere semine collettive, creando incontri e arricchendo le nostre conoscenze.
Questa è in breve la nuova proposta di almaioma  e apeperamica .
Daremo più informazioni a breve creando uno spazio dedicato .
Seguiteci e vediamo cosa succede .
Saluti e grazie a tutti .
 



mercoledì 7 ottobre 2015

navigando in rete

Saluti a tutti, sto navigando in rete, quando mi vien voglia di andar a fare un giro dalle parti di Bionieri........ e cosa mi trovo davanti allo schermo ? un bel blocco di mancato pagamento .
Non mi vengono pensieri di come mai è successo, lo so bene e lo sanno tutti, mi chiedo come i partecipanti hanno lasciato che tutto questo accadesse .
Nei mie ultimi periodi all' interno del social, sembrava che una ruota fosse spinta all' infinito e che le forze di questo gruppo sarebbero durate per sempre, e allora ? ho capito, intuito, male ?
So bene il lavoro che c'è sotto e so bene quanto ce ne dovrebbe essere stato, so che tanti dei vecchi aderenti avrebbero lavorato, partecipato, ancora, so come è andata per molti di noi, ma non so cosa sia successo realmente, bionieri è nato come motore autonomo di un movimento libero e senza fermi ne obblighi , questo è quello che voleva il buon vecchio Renato, una radura appunto, dove tutto poteva succedere, dove tutti potevano trovarsi e scambiare,imparare e insegnare, me lo ricordo bene agli inizi quando si pensava come poter fare qualche cosa, basti pensare che per un logo abbiamo fatto un concorso e se non ricordo male in premio c' era una toma del piemonte che non è mai stata ritirata ,  grazie a lui che tra boschi e paesi dell' alto biellese propose la toma.
Ci scontrammo un po tutti noi partecipanti addetti ai lavori con quel famoso costo per la piattaforma e da li le idee uscirono, gadget ( fatti,spille e  magliette, chi sa chi ce le avrà ancora ) , idea di fare un piccolo manuale , fare associazioni locali di informazione e incontro, e tante altre cose , ma proprio nei momenti delle decisioni un po più serie ..... è andata come è andata .......e il buon vecchio Renato ci ha seguito a modo suo.
Anche dopo tutto questo il social aveva tenuto una sua energia , si cercavano persone nuove per i vari lavoretti che si potevano fare , si cercava di riempire uno spazio virtuale, ma mi sa che più si riempiva più globale diventava il tutto, tutto più normale e simile ad altri cento prodotti che si trovano nella rete, adirittura con delle forme e dei rigori ben settoriati , in molti simo stati contrari a certe scelte ma da quando il sito era di un moderatore unico si è potuto fare ben poco e da un lato è andata anche bene per molto tempo.
Forse anche qui come è successo per me, la normalizzazione è stata un processo, e le persone si erano normalizzate ad un sistema che non riscontrava più gli albori di Bionieri.
Qualsiasi sia la causa o non, la mia domanda è sempre: " ma dove sono i Bionieri ,? ", voi che tutti vi siete iscritti e che probabilmente non avete mai letto la pagina numero uno o il primo post ,questa energia che spinge dal sotto dove è?
Vorrei fare nomi e presentarvi molte persone che hanno fatto la differenza del social , ma capisco bene che potrebbe essere solo un ricordare , che forse molti di voi non hanno mai sentito parlare di loro , ma credetemi che una vera squadra anni fa si muoveva e ragionava , credendo che questa radura potesse creare un luogo non solo virtuale .
So chi ho incrociato in questi anni e so con chi mi vedo e so che molto è stato fatto proprio con questo movimento, social, blog, chiamatelo come volete , ma Bionieri c'è stato e a mia personale visione è un peccato non si possa più visionare.
Sul cosa fare non prendo posizioni, ma mi farebbe piacere sentire qualche risposta in merito, da chi ci  fu nei tempi indietro e da chi nei tempi più recenti .
Le cose da dire potrebbero essere infinite.......
Saluti a tutti Mattia